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La Tenda Rossa | 4 aprile 2020

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IL VINO CHIANTI CLASSICO… SPIEGATO PASSO DOPO PASSO

IL VINO CHIANTI CLASSICO… SPIEGATO PASSO DOPO PASSO

E’ online il nuovo webmagazine del territorio del Chianti Classico: Wechianti (www.wechianti.com ) è il nuovo progetto editoriale, edito dagli otto Comuni del Chianti Classico, che cercherà di raccontare gli eventi dell’area fiorentina.
Il sito web è della stessa “famiglia” del Gazzettino del Chianti e delle colline fiorentine, che dal 2012 descrive ogni angolo di un territorio vasto e complesso dei comuni del Chianti Classico, quattro in provincia di Firenze e altrettanti in provincia di Siena, più Impruneta e Bagno a Ripoli.

WeChianti è il magazine web di riferimento per chi visita il territorio del Chianti Classico!

 

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da WeChianti – link all’articolo

Chianti Classico è il vino prodotto nella zona di origine chiamata “Chianti”. Tutti dicono così ma abbiamo davvero capito cos’è e dov’è? Dal punto di vista storico-geografico esiste solo il termine Chianti: una vasta superficie che copre quasi la metà della Toscana tra le province di Firenze, Siena Arezzo e Pisa.

E’ stato nel 1716 che il Granduca Cosimo III delimitò i confini della zona di produzione del Chianti tra Firenze a Siena e precisamente Greve, Panzano, Radda, Gaiole e Castellina ma con il passare de tempo la notorietà aumentava sempre di più, la domanda superava l’offerta e di conseguenza anche la zona di produzione si ampliò a più del doppio!

Nel 1932 finalmente viene aggiunto Il suffisso “Classico” che distingue il vino Chianti Classico dal vino Chianti: due DOCG differenti tra loro, con un disciplinare, una zona di produzione e Consorzi di tutela diversi.

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Infatti la zona di produzione del Chianti Classico è tutto il territorio dei comuni di Greve, Castellina, Gaiole, Radda in Chianti, parte del territorio dei comuni di Barberino Val d’Elsa, San Casciano, Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga e pochi ettari nel comune di Poggibonsi, ossia il vino di prodotto nella zona di origine di cui accennato poco fa. Invece le sottozone del Chianti sono Colli Fiorentini, Montalbano, Rufina, Montespertoli, Colli Aretini, Colline Pisane e Colli Senesi.

Vogliamo passare alle etichette? Qui è più semplice ma è importante far chiarezza anche in questo in quanto nel 2013 si è aggiunta una nuova etichetta per valorizzare ancora più l’espressione del terroir.

Le tipologie sono tre con caratteristiche chimiche e organolettiche diverse: Chianti Classico d’annata; Chianti Classico Riserva; Chianti Classico Gran Selezione (dal 2013).

Il Chianti Classico porta la “firma” del Sangiovese per almeno l’80% (ma anche utilizzato in purezza). Al blend del Chianti Classico possono contribuire altri vitigni, esclusivamente a bacca rossa, a partire da quelli autoctoni, come Canaiolo Nero e Colorino, ma anche dai principali vitigni internazionali, leggi Merlot e Cabernet Sauvignon.

La Riserva è sempre stata un’etichetta che in tutti questi anni di “stappar bottiglie” nel mio ristorante e non solo, mi ha sempre regalato grandissime gioie e sorprese! Proprio qualche giorno fa mi sono stappata una Riserva del 1971: bottiglia di grandissima bevibilità e soddisfazione con 45 anni molto ben portati!

La Gran Selezione si pone al vertice della piramide qualitativa della DOCG, solo vini di gran pregio da uve provenienti da singola vigna o selezionate tra i vigneti più vocati dell’azienda. La si può degustare dopo non prima di 30 mesi d’invecchiamento di cui almeno tre in bottiglia.

La grande versatilità del Chianti Classico consente l’abbinamento con numerose ricette e tipi di cucine anche se c’è sempre… un Chianti Classico per ogni gusto!

Natascia Santandrea

 

CHIANTI CLASSICO WINE… A STEP BY STEP EXPLANATION

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ENGLISH VERSION…article in english

Chianti Classico wine is produced in the zone called “Chianti”. This is a known fact, but do we really understand what it is and where it is from?

From a historic-geographic point of view there is only the term “Chianti”; a vast surface that covers almost half of the region of Tuscany among the provinces of Florence, Siena, Arezzo and Pisa.

In 1716, the Grand Duke Cosimo lll outlined the borders of the production zone of Chianti between Florence and Siena; precisely, Greve, Panzano, Radda, Gaiole and Castellina.

But with the passage of time, the wine’s fame grew. The demand outnumbered the supply, and consequently the production zone more than doubled.

In 1932, the term “Classico” was added. It distinguishes Chianti Classico wine from simple Chianti; both are DOCG (from a controlled geographic district ) but vary between them, with a discipline, a production zone and a consortium with different rules.

In fact, the production zone of Chiant Classico includes the entire territory of the towns of Greve, Castellina, Gaiole and Radda in Chianti and part of the land of the towns of Barberino Val d’Elsa, San Casciano, Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga and a few hectares in the town of Poggibonsi.

On the other hand, the underlying zones of Chianti are Colli Fiorentini, Montalbano, Rufina, Montespertoli, Colli Aretini, Colline Pisane and Colli Sanesi. Let’s look at the labels. This is easier, but it is important to clarify, since in 2013 a new label was added to give even more value to the territory’s expression.

The typologies are three, with divergent chemical and organic characteristics. Chianti Classico d’annata (with a vintage); Chianti Classico Riserva, and Chianti Classico Gran Selezione (since 2013).

Chianti Classico contains at least 80 percent of Sangioves grapes (although sometimes pure). Other grapes can contribute to the blend of Chianti Classico, (exclusively red); Canaiolo Nero and Colorino, for example, but also international grapes like Merlot and Cabernet Sauvignon.

Riserva (reserve) has always been a label that has brought joy and surprises in my restaurant. A few days ago I uncorked a reserve from 1971; it was very drinkable and satisfying… good looking for its 45 years!

The Gran Selezione is at the top of the quality pyramid of the DOCG, only wines of prestige and from a single vineyard or chosen among the best vines of the winery.

It can’t be tasted before being aged for 30 months, at least three months in the bottle. The great versatility of Chianti Classico allows us to pair it with numerous recipes and types of cooking. There is a Chianti Classico for every taste!

Natascia Santandrea