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La Tenda Rossa | 4 aprile 2020

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L’arte a La Tenda Rossa

L’arte a La Tenda Rossa

PAOLO MAIONE – Sempre con una maniera che sia vicina alle persone, con accenti anche di mostruosità per sottolineare queste contraddizioni, questi contrasti, e così attraverso il sorriso evidenziare aspetti della nostra vita

STEFANIA CATASTINI – Mercurio s17s71 nasce in un qualche luogo in un qualche tempo da genitori ignoti con un passato alle spalle che inizia nel futuro. Non c´è luogo non c´è tempo è tutto leggero come un soffio di borotalco.

ELENA BARTHEL – Due forme nate dallo stesso stampo non sono mai identiche

WILFREDO GARZANTI


PAOLO MAIONE

la tenda rossa - paolo maione
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Sculture e disegni dialogano attraverso un inconsueto gioco di metamorfosi a cui l’artista dà forma realizzando un bizzarro circo di mostri del nostro tempo. Asini polimorfi e tragicomici eroi sono cristallizzati nella ceramica con caustico umorismo.
Da sempre sostenitore della lavorazione dei materiali grezzi, soprattutto maiolica, bronzo e terracotta, e dell’importanza del rapporto tattile che si crea con la materia durante il processo di lavorazione, Paolo Maione trae grande ispirazione dalla tradizione popolare, da un immaginario che mescola le radici vernacolari alla più nobile storia delle arti decorative, e fa tutto ciò con decisa e costante ironia.
L’asino dalle sembianze antropomorfe, figura simbolo della sua produzione, è l’espressione massima della filosofia del disincanto dell’artista: il goffo, testardo e sgraziato antieroe per eccellenza diviene, allo stesso tempo, interprete perfetto della natura umana. L’abilità tecnica dell’artista e la fervida immaginazione fanno il resto.
Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, commenta “ho visto con piacere che l’immagine-guida scelta per la mostra di Paolo Maione presso l’Accademia delle Arti del Disegno è il suo Ciucoplita, del 2015: poche altre opere, in ceramica o anche in bronzo, potrebbero rappresentare meglio questo scultore toscano dedito alla modellazione del materiale più umile e arcaico della creazione artistica, l’argilla. La chiave interpretativa dell’ironia è stata spesso evocata per l’opera di Maione; per le sue teste colpite da asce e infilzate da rubinetti come in moderni martiri, per i suoi animali che non perdono energia e talvolta ferocia neppure vestiti da classe media, per le sue creature ibride e bizzarre. E soprattutto per il suo asino, interprete di innumerevoli situazioni. Quando un’inventiva esuberante come quella di Maione si esprime ad alti livelli di qualità con sicurezza di tecnica, nascono nuove stirpi d’immagini e nuovi popoli di creazioni simboliche, destinati a occupare un posto permanente nella nostra memoria”.
Paolo Maione nasce a San Giovanni d’Asso, in provincia di Siena, il 20 dicembre 1965, debutta nei primi anni novanta, caratterizzandosi come un “artista comico”, come lui stesso è solito definirsi, in grado di dissimulare la profondità del suo impegno e dei motivi ispiratori della sua attività con la “leggerezza” tipica del commediografo che lo contraddistingue anche nella vita.
“Ma si tratta di un riso dolceamaro” come scrisse Luca Beatrice nel suo saggio Maioniche, in quanto “Maione è senz’altro un autore comico, le cui radici culturali affondano negli archetipi dell’antichità”, in lui vi è “una profondità d’impegno magari non percepibile al primo sguardo, poiché si nasconde dietro le tematiche leggere tipiche dell’autore di commedie”. Anche l’asino diviene “protagonista di buona parte delle sue storiette”, e l’artista “si diverte a calarlo in situazioni “buffe”, tra giochi di parole, sghembi qui pro quo, equivoci, nonsense, di cui i titoli delle opere rappresentano un adeguato campionario”. La sua vena sarcastica si esprime anche nel celebre ciclo di opere dedicate al Pinocchio di Collodi, al suo spirito beffardo e anarcoide, ma anche a Pirandello, a De Filippo, Totò, campioni del riso ma soprattutto filosofi del disincanto.
Il temperamento ironico e l’umorismo di Paolo Maione, che vive e lavora e Reggello e che ha esposto in molte mostre, collettive e personali, in Italia e all’estero, ben emergono dalle parole con le quali commenta questa sua mostra all’Accademia delle Arti del Disegno: “La prima volta che sono entrato in questa casa di Cristi e Beccai ho avvertito quanto sia sorprendente il destino del comico. Mi chiedo se sia questo un disegno: un apostata vegetariano con le sue dissacranti creature qui nella casa dei disegni… chissa`… forse la comicita` e` solo un modo paradossale di accedere al sacro. Si nasce con la vocazione al riso, e` naturale per il comico trovare nei disastri umani la linfa vitale per il suo immaginario, evidenziando le mostruosita` e le contraddizioni del mondo contemporaneo. Se Dante vedesse Firenze oggi, si perderebbe in una selva di turisti, Leonardo farebbe outing sulla prima pagina de La Nazione, Giotto e` un grafitaro lungo i binari, Cavalcanti spacciatore di versi sempre buoni, Ghiberti e` ancora in politica (certi artisti non cambiano mai) e fa ancora tutto lui, Pontormo e` rimasto il Pontormo, tanto lui si accontenta di due uova sode. Scusate se mi faccio prendere la mano, ma la realta` iperbolica che ci circonda e` materia ricca di suggestioni ed anche di drammi se una vignetta puo` scatenare uno sterminio. La mia lode va ai comici e ai satiri di tutti i tempi, ai brutti, sporchi, cattivi e deformi, purificatori di un mondo arrabbiato e violento. Sono loro che ancora ci invitano a ridere, ridere tanto, ridere fino al pianto”.


STEFANIA CATASTINI

la tenda rossa - stefania catastini 1
la tenda rossa -stefania catastini

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Stefania Catastini (in arte Mercurio-S17S71) nasce il 17 Settembre 1971 a Fucecchio (Firenze), vive e lavora San Miniato. Nel 1998 si laurea in architettura alla facoltà degli studi di Firenze ed inizia immediatamente ad operare nel campo dell’architettura contemporanea. Nel percorso di sviluppo della carriera come libero professionista raggiunge importanti riconoscimenti con lo studio LdA.iMdA architetti associati del quale ancora fa parte. Durante gli studi e nel periodo iniziale della professione la passione per la pittura è forte ma poco praticata, sporadicamente espone e partecipa a concorsi artistici. Nel 2008 inizia il suo vero e proprio percorso pittorico che va ad affiancarsi a quello architettonico. E’ un percorso che concentra la sua ricerca sull’indagine del volto e sulla Flat painting. Espone i suoi primi dipinti a Savona, presso Palazzo Peloso Cepolla nella collettiva “L’inconsapevolezza dell’essere” alla galleria Scola. La volontà di portare nelle tele qualcosa di caratterizzante del proprio territorio la porta a frequentare il mondo delle concerie per tentare una contaminazione tra il mondo artistico e quello dell’artigianato tipico del suo luogo di origine: il settore del pellame. Inizialmente l’attività paterna le permette di studiare la verniciatura industriale su pelle ottenendo così la trasposizione di questa tecnica (velatura industriale) sulle tele con il risultato finale di superfici molto lisce e lucide. Le prime opere di questo genere sono presentate nel 2009 a Teano durante “L’esposizione nazionale d’arte contemporanea ITALICA”, presso il museo Maui e nel 2010 a Roma presso le sale del Bramante e Verona nella sala Birolli all’interno della rassegna internazionale artisti emergenti “stARTup”. Nel 2011 vince il primo premio del concorso indetto dal Museo del giocattolo a Roma entrando a far parte della collezione permanente del museo stesso con l’opera facente parte della serie Miti contemporanei dal titolo “Barbara Millicent Roberts _ Barbie”. E’ ancora del 2011 la sua prima mostra personale tenuta a Firenze presso i locali del Rifrullo dal titolo “DICIASSETTESETTEMBRE”, mentre è del 2012 la seconda personale tenutasi presso i locali del museo del giocattolo a Roma “ IO SONO TUTTE LE VOLTE CHE TROVO”. Nel frattempo la sua ricerca pittorica continua, come del resto la sua attività professionale. La necessità di imprimere un Marchio sulle sue opere la porta ad integrare un’altra attività tipica del settore conciario: la stampa a matrice. Le tele vengono sottoposte interamente o per porzioni ad una stampa a caldo con matrici in acciaio dai vari disegni così da “marchiare” le tele creando dei motivi in rilievo. Nel 2012 espone a Milano presso la galleria d’arte/museo Circoloquadro nella collettiva “Statements”, nel febbraio del 2013 è presente con opere pittoriche e oggetti di design al terminal San Basilio di Venezia per “Open design 2013”. Nel Gennaio 2014 espone a Caserta presso il Museo d’arte contemporanea, design e geologia del territorio di Rocamonfina MAGMA nella collettiva d’arte “Opere in rosso” ed entra a far parte con un’opera nella collezione permanente del museo. Sempre di questo periodo è la sua terza mostra personale interamente dedicata allo studio fisiognomico del volto di Dante Alighieri dal titolo “ISTRUZIONI OVUNQUE”. Dal Gennaio 2016 ha inizio la sua totale sperimentazione nel settore del pellame dove porta tutte le tecniche sperimentate fino al momento sulla pelle, abbandonando definitivamente l’uso della tela. E’ dell’ Ottobre 2016 la sua prima installazione dal titolo “VIETATO NON TOCCARE” dove le opere su pelle di vitello vengono presentate nel territorio di San Miniato.


WILFREDO GARZANTI

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Romagnolo di nascita, si é trasferito a Firenze da oltre 40 anni. Espone le sue opere nella galleria di Via Ghibellina, nel centro storico. Nel 1985 ha realizzato una “Maternità” in bronzo per la Pieve Romanica di S. Maria a Colonica a Prato; nel maggio 2008 ha arricchito il piazzale della stessa chiesa, di un’altra scultura a grandezza naturale “La Pietà”.
Nel 2000 in occasione del 63° Maggio mu­si­cale Fiorentino, ha allestito una personale nel Teatro Comunale di Firenze. E’ citato al Kunsthistorishches Institut di Firenze, per l’Arte Italiana del ‘900. Le sue opere sono presso Musei, Fondazioni italiane e in collezioni private in U.S.A., Inghilterra, Francia, Ger­ma­nia, Austria, Svizzera, Belgio, Olanda, Grecia, Taiwan, Indonesia e Australia.


ELENA BARTHEL

CURRICULUM DI ELENA
Artista, architetto, docente universitario e prima di tutto viaggiatrice, nasce a Firenze nel 1969.
Dopo la laurea in architettura presso la Facoltà di Firenze e la Universidad Central de Catalogna, si iscrive all’Ordine degli Architetti di Firenze dove, dal 2000, svolge la libera professione.
Parallelamente si dedica all’insegnamento prima presso la Facoltà di Architettura di Firenze poi la Architectural Association di Londra e infine il Rural Studio, un programma di progettazione e costruzione della Auburn University in Alabama dove ha vissuti gli ultimi otto anni.
Elena ama progettare luoghi, scrivere pensieri, raccogliere e disegnare oggetti.
La sua ultima scoperta e’ la stampa tipografica a caratteri mobili: da allora, nella lista delle cose che ama, si e’ aggiunto l’inchiostro!
Elena Barthel
+39-3355711786
info@casabarthel.com